Premiatis Premiandis

Premiatis Premiandis

Da piccolo mi incantavo a vedere i documentari di superquark doppiati dalla voce calda e cullante di Claudio Capone che magari ti raccontava dello sforzo che certi insetti fanno per uscire dall’esuvia. Li vedevi quei piccoli corpi nell’atto supremo della transizione, lasciare un bozzolo per diventare qualcos’altro: farfalle colorate, cicale musicali, libellule ballerine. Lo sforzo era tremendo e la fatica immane, ma poi, che pena valsa. Piccoli incerti movimenti all’inizio, ali umide e sgualcite, antenne rattrappite su se stesse. Infine la brezza, il sole, il dondolio d’uno stelo di canna palustre ed ecco il riverbero, il salto, il volo.

Anche Libernauta è all’inizio di una grande metamorfosi, magari senza la voce calda di Claudio Capone, eppure il cambiamento inizia proprio da qui, da queste pagine sulle quali ci state leggendo. I cambiamenti portano con sé sempre il duplice sapore della meraviglia e della sofferenza e di certo tutta la meraviglia si è concentrata ed è esplosa quando abbiamo letto quello che voi lettori eravate riusciti a mettere nero su bianco nelle vostre critiche ai quindici libri dell’edizione 2016-17. Certe epifanie, certi tuffi al cuore di questi vecchi promotori di libri e storie.

Ma arriviamo alla serata di venerdì primo dicembre. Aprono lo scenario due ragazze della scuola di musica di Scandicci, Eleonora e Sofia.

Dopodiché introduciamo gli ospiti della premiazione, ovvero gli autori di Berlin: Fabio Geda e Marco Magnone. Leggiamo le recensioni che i ragazzi hanno scritto sul loro libro e passiamo la parola a Matteo Biagi, membro del comitato scientifico della selezione dei magnifici 15, nonché coordinatore del blog Qualcuno con cui correre, che inizia a conversare con i due scrittori. Parlano della nascita della saga, degli anni di lavoro e di ricerca prima della scrittura, dei laboratori che i due organizzano nelle scuole con i ragazzi sul tema centrale della serie.

Da un lato dell’auditorium del teatro di Scandicci arriva una domanda che costringe i due autori a un tuffo nei quindici libri di Libernauta: “Dateci un parere sui libri che erano in concorso”. Geda e Magnone sono dei grandi lettori e si sente. I libri li conoscono quasi tutti e ne parlano con disinvoltura.
Arriva il momento di leggere alcune delle recensioni che ci sono piaciute di più.

Le opinioni dei lettori sono un ritrecine, una vite senza fine, una coclea che ti rimpasta e rivoluziona, non tanto per la profondità d’un esegesi circostanziata da citazioni e rimandi, naa niente di tutto questo… Sto parlando della spudorata freschezza dell’intuito, del colpo certo, della stoccata che ti lascia senza fiato per la perfezione dell’atto… immediatezza di intelligenze cinestetiche  che ti sparano in faccia emozioni e fil di nervo e tu che fai?… Soffri e gioisci. Soffri perché quella roba lì non ti appartiene più, sepolta sotto strati e coltri di vita vissuta, gioisci della contentezza che la distanza da quel modo di intuire il mondo ti ha reso forte e dritto, ma gioisci anche nello scoprire che tuttavia resiste nei giovani lettori una potenza che ha in nuce il seme di un mondo migliore. E poi sorridi… sorridi quando leggi  cose tipo:

“Tra tutti e tre i libri che ho letto per questo concorso, “Naked” è stato quello che mi è piaciuto di più, quello che mi ha preso di più e che alla fine mi ha fatto versare lacrime in abbondanza. Me lo sono mangiato tutto in una sola volta e quando ho letto l’ultimo capitolo sono rimasta senza fiato ( e senza fazzoletti ).

Oppure: “Questo libro mi ha insegnato che non bisogna mai demordere che sia in amore o altro, bisogna sempre inseguire il proprio istinto alla ricerca di noi stessi mentre inseguiamo i nostri sogni”.

E ancora: “Ho comprato il libro per averlo sul mio comodino, così quando la realtà diventa troppo pesante ho un posto fantastico dove rifugiarmi”.

E anche: “Guido Catalano: un poeta di quelli che ti viene voglia di innamorarti, anche quando hai appena rinunciato all’amore. A quello dell’estate… E aspetti quello dell’autunno”.

E poi c’è stata la premiazione, avete sfilato composti al suono dell’appello, accolti da Valentina Schiavi che, magari voi non lo sapete, vi ha seguiti passo, passo con l’attenzione d’un protettore celeste. Quel signore che vi sorrideva stringendovi la mano invece era Luca Brogioni, responsabile del coordinamento delle biblioteche fiorentine, al secolo noto come SDIAF. Un deus ex machina senza il quale Libernauta sarebbe solo una bella idea. I premi anche quest’anno erano assai accattivanti. Oltre ai buoni acquisto e agli ingressi a…, c’erano delle sostanziose gift cards per Netflix e Spotiy.

Sono ormai passati alcuni giorni da quel venerdì primo dicembre che ha decretato la fine dell’infanzia del progetto Libernauta. Siamo già a lavoro per accompagnare il concorso verso la diciottesima edizione, verso l’età adulta e lo faremo carichi di nuovi stimoli che sono arrivati proprio grazie ad un coinvolgimento intenso che ha avuto, anche questa volta, come massima espressione, le bellissime recensioni di voi lettori.
Fateci un in bocca al lupo e dateci una pacca sulla spalla, noi faremo altrettanto con voi. Ce la siamo meritata.         


nessuna recensione