Al di là della porta

Un romanzo fuori dal tempo ambientato in partenza in una città del medio oriente come molte altre, dove all’inizio del racconto regna la pace ma a mano a mano la città si sgretola sotto gli effetti devastanti della guerra, e i cittadini con lei fino a una condizione di impossibilità di vita normale, che obbliga molti giovani a fuggire. Nadia e Saeed, i protagonisti, sono fidanzati in una città da cui vogliono scappare, nonostante i due caratteri diversi, affrontano il loro viaggio inizialmente con amore, ma più si susseguono gli eventi, più Nadia e Saeed si allontanano. La coppia attraversa delle porte che traghettano in un misterioso altrove, dove ben presto si ritrovano insieme a miliardi di altri  profughi, provando a ricominciare. L’ autore racconta frammenti della nuova vita di altre persone in città ben note (a differenza dell’ innominata città di partenza): Tokyo, Marrakech, Vienna, Amsterdam, Tijuana, un metodo che rende la contemporaneità del tempo data dall’odierna globalizzazione. L’autore inserisce nel romanzo questo aspetto fantascientifico che si rivela una metafora dell’atto concreto della migrazione. “Siamo tutti migranti attraverso tempo”: così riflette lo scrittore per concludere il romanzo, tralasciare le diversità, religioni, confini, per trovare le persone con cui condividiamo dei progetti.

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