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Un libro esile dal punto di vista fisico e narrativo, ma così denso di contenuto che tutto il resto passa in secondo piano: una denuncia aperta ad una società che ancora condanna l’omosessualità.

Una storia raccontata da tre prospettive diverse…

Lorenzo un ragazzo di sedici anni, difficile, non integrato che si trasferisce  presso i genitori affidatari.

“… mi chiedevano come era possibile che un ragazzo si innamorasse di un altro ragazzo. Io non lo sapevo spiegare, perché come fai a spiegare le cose che ti succedono? Ti succedono e basta.

è considerato quello “strano”, perché si trucca e si traveste.  Lui invece non capisce lo scandalo perché vive come sente di essere, sordo agli insulti degli altri.

Elena, la professoressa d’italiano, quarantenne, stanca, ansiosa di spingere i suoi studenti ad affrontare la vita con un coraggio che lei stessa non possiede.

Questi ragazzi sono infelici, troppo infelici. Portano a scuola tutto il peso delle loro vite, … , si tengono addosso la disperazione, la voglia di fuggire da questo posto e la consapevolezza che invece non ce la faranno mai, …  Cosa possiamo fare per loro, se non riusciamo nemmeno ad aiutare noi stessi?”

Antonio, un giovane cresciuto troppo in fretta, incapace di confrontarsi con l’altro per via della società, del padre e dei compagni che lo rendono cieco.

é succube della paura di accettare le proprie inclinazioni di fronte ad una comunità che ti schiaccia con i suoi giudizi, ti condanna ancora prima che tu possa prendere piena coscienza di ciò che sei.

 

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