Come sarebbe vivere in un paese in guerra?

A volte mi domando come sarebbe vivere in un paese in guerra, come cambierebbe il rapporto con la mia famiglia e i miei amici. Poi ci rifletto e mi convinco che è meglio non saperlo. Questo libro mi ha dato l’opportunità di capire quanto sia difficile per i cittadini di un paese in guerra avere una vita come la mia, ma soprattutto quanto sia difficile avere una relazione. Il fatto che ci siano interruzioni nella narrazione dove l’autore scrive ciò che sta accadendo nel frattempo in altri paesi del mondo mi ha aiutato a capire come non si abbia la minima idea di quello che sta accadendo nel mondo; per esempio mentre noi stiamo alzando la mano a scuola per rispondere ad una domanda,forse in un altro paese sta esplodendo una bomba o una persona viene uccisa da un colpo di pistola.

Per quanto riguarda lo sviluppo della trama ho preferito la parte iniziale, dove la narrazione è ambientata nel paese di nascita dei personaggi, rispetto alla parte finale perchè ritengo che la storia sia più avvincente e intrigante, mentre nella seconda è un po’ confusa a causa del continuo spostamento dei personaggi di porta in porta. Inoltre penso di aver creato una sorta di teoria (per l’appunto dalla ambientazione) ed è che una relazione “funziona” nel contesto in cui si è creata. Infatti il sentimento di Nadia e Saeed una volta attraversata la prima porta cambia e così via fino alla fine del loro amore.

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