Continua a leggere

Immagini esplosive che creano crepe nella nostra testa aprendola alla visione di un paese dilaniato dalla guerra e alla raffigurazione delle famiglie che ci restano, ci soffrono e lottano per un ideale o per quello opposto. Immagini che permettono di affezionarsi ai due adolescenti protagonisti che vedono il proprio mondo, la loro vita e il loro futuro sbriciolarsi sotto agli incessanti colpi di mortaio. Immagini che accompagnano nella lettura e spronano chi tiene in mano il libro e sente quasi nell’orecchio sussurrare: “Continua a leggere”. Stile semplice e scorrevole, ricco però di riflessioni tutt’altro che banali e capaci di illuminarci sulla storia e sulle prospettive del popolo siriano. La scrittura di questo libro è proprio come la brezza sul deserto, soffia dolce e scorre via leggera, costante, rinfrescando l’animo e spolverando anche i nostri occhi da sciacalli occidentali: camminiamo accanto a Fatma se siamo soli nel deserto ma fuggiamo appena fiutiamo il male addosso a lei. Geniale anche l’idea di introdurre ogni capitolo con una poesia di uno scrittore o di una scrittrice siriana, si riesce in quei versi ad intravedere un paese ancora capace di sperare, di esprimere se stesso e di dare vita a ciò che l’uomo ha di più importante da lasciare alle sue spalle: l’arte.

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