Crudo

Porcini sul asfalto è ambientato a Firenze in un rione periferico, l’ Isolotto, negli anni ’90. 

Racconta le vicende di una banda di ragazzini di strada che passano le giornate giocando a calcio facendo bravate (come quando rubarono il vespino truccato del Fruttivendolo) in bicicletta e al bar vicino. 

In una delle loro scorribande andarono dentro il vecchio edificio del manicomio in abbandono e in decadenza, lì successe il dramma che li segnò per sempre: un loro amico, Felipe, timido e compromesso dalla morte della sorellina di 7 anni, questa è la causa del suo mutismo,  si allontanò dal gruppo andando nelle cantine buie e inagibili del manicomio perdendosi e scomparendo ( le ricerche furono vane, si pensava che fosse caduto in un pozzo collegato all’ Arno), solo alla fine del libro si scoprirà che Felipe era ancora vivo e viveva in Spagna poiché aveva cambiato identità, questo si scoprì solamente nel Marzo 2005.

Interessante è il riassunto della tipologia di vita negli anni ’90: con le scarpe AllStars, le BMX come biciclette  e il dramma per i tifosi della Fiorentina quando Baggio fu venduto  alla Juve…..

Questo romanzo non mi è piaciuto molto poiché non amo la sua caratteristica Noir, perché un linguaggio così rude e a tratti volgare in letteratura non lo apprezzo.

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