Diverso o… simile?

86 pagine, centinaia di parole, tre vite racchiuse in un unico tragico avvenimento, tra l’altro, come lo stesso autore esplicita al termine del racconto, ispirato ad una vicenda realmente accaduta. Il libro potrebbe essere riassunto già in queste poche righe ma così si perderebbe tutto l’uragano di emozioni e palpitazioni che si è instaurato in me. Appena lessi il titolo pensai subito a qualcosa di strampalato, la solita storia di due adolescenti che si danno un insulso bacetto e si perdono nei meandri più reconditi dell’amore, magari con qualche colpo di scena, ma comunque rimanendo nel mediocre e prevedibile; invece no, quella che non sarebbe dovuta nemmeno essere stata la mia ultima scelta di lettura, si è rivelata la più profonda lezione di vita. Questo, più che un libro, è un vero e proprio urlo di libertà, di uguaglianza e rispetto per chi non è da considerarsi “diverso” solo per l’orientamento sessuale o per altri motivi. Leggendo, pagina dopo pagina, ho iniziato a capire come il concetto di “diverso” non sia altro che un barriera creta da buona parte della società per non dire la parola “simile“. Lorenzo è un ragazzo qualunque, i suoi compagni di scuola lo considerano diverso perché non riescono ad ammettere che, in fondo, è simile a loro; a pensarci bene, Lorenzo non ha così tante differenze rispetto a chi lo addita. Benché siano raccontati tre segmenti di vita diversi tra loro, tutte le storie confluiscono in un unico evento, quasi implementandosi, accrescendo ancor più l’idea che spesso è solo l’apparenza a dividere.