Emily Dickinson e la lotta con il suo tempo

Ho trovato da subito molto interessante l’idea della scrittrice di riprendere la biografia della poetessa Emily Dickinson e di provare ad immaginare ciò che è accaduto nel tempo trascorso al College Femminile di Mount Hollyoke. Partendo da questo, Benedetta Bonfiglioli, ha ricamato intorno alla biografia della sua protagonista un’affascinante storia d’amore. I sentimenti però sono contrastanti, poiché emerge la forte sensibilità di Emily in antitesi all’epoca in cui vive, il diciannovesimo secolo, di cui l’autrice ci narra tanti aspetti: gli usi e costumi, i padri-padroni, i rapporti interfamiliari, e la spiritualità, vissuta come un dovere e non come uno spontaneo ‘’dolce sentire’’. L’elemento più accattivante e che a mio dire coinvolge il lettore, è l’essenza poetica del testo dovuta non soltanto alla scelta dell’autrice di inserire poesie composte dalla stessa Emily Dickinson, ma anche alla tempra dei dialoghi, e alla semplicità con cui vengono descritti gli avvenimenti: l’arrivo in collegio, la freddezza del nuovo ambiente e delle persone con cui la protagonista si trova a vivere, le lettere scambiate con le sue più care amiche, la malinconia dei ricordi di casa, la frustrazione del non riuscire a essere perfetti, l’incontro con Nathanael, per il quale sboccerà un amore tenero e al tempo stesso impossibile a causa delle insicurezze tipiche di quell’età e delle differenze sociali. Consiglierei questo libro a persone romantiche che amano andare al profondo delle cose, perché vale la pena comprendere e assaporare ogni singolo aspetto di questo spicchio di vita, anche se immaginato, di Emily Dickinson.

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