Enrico Galliano, Eppure cadiamo felici, Garzanti, Milano, 2017

libro travolgente, ci aspettiamo una storia romantica, semplice, ma Gioia e Lo non rientrano in questi schemi: lei, che si scrive con una penna sul braccio, frasi intraducibili di diverse lingue e lui, un collezionista di sassi, entrambi molto stravaganti e ascoltatori di musica non commerciale. Si sono innamorati, proprio quell’amore che ti travolge e non ti stanca, ti toglie il fiato. Questo libro spiega il primo amore provato da una ragazza, con una situazione complicata in famiglia e con i suoi amici. La comicità di alcune situazioni fa sembrare tutto più realistico: il professore di filosofia con le sue lezioni stravaganti, la voglia di vivere e provare quei sentimenti nascosti e difficili da identificare che rendono ogni attimo dolce e nuovo. la voglia di scoprirsi sempre di più, la consapevolezza che perdersi fa male e che le scelte che si prendono non sono sbagliate, ma giuste per quel momento, l’importanza di parlare con qualcuno e di non pensare troppo e agire, ecco, Gioia è così, una ragazza che nella sua testa ha un mondo e si sofferma sempre sui particolari meno importanti: quando scatta quelle fotografie che la identificano come #maiunagioia e la prontezza, di trovare sempre, quelle parole adatte nelle situazioni più ambigue. dopotutto si sa che primi abbracci sono quelli che non ti fanno più sentire cocci sparsi. 

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