Exit West

Il libro mi è piaciuto perché racconta una realtà a noi vicina. 

Nadia e Saeed si conoscono in una città di guerra, il cui nome non viene rivelato.

Nadia è la piú ribelle dei due, guida la moto e fuma spinelli. Il fumare spinelli mi ha fatto pensare a una situazione come se la ragazza volesse scappare dai pericoli che può correre nella sua città e desiderasse una realtà migliore. 

Saeed vive con la famiglia. 

I due ragazzi decidono di fuggire per trovare condizioni di vita migliori. 

L’elemento di fantasia è dato dalle porte che si aprono per gli immigrati, trasportandoli in altri “mondi paralleli”. 

La mia curiosità in questo primo tratto era molto alta. 

Nadia e Saeed si ritrovano prima a Mykonos, poi a Londra e infine a San Francisco. 

A Londra, come in Italia, gli immigrati alloggiano in un grande edificio. Ci sono molte persone e Nadia stabilisce un vivace rapporto con esse, mentre Saeed è più riservato.

L’amore dei due ragazzi si evolve per la sofferenza e la lontananza dalle origini: si allontanano, pur conservando un rapporto fraterno.

Alla fine si ritroveranno nella città di origine, invecchiati, ma ancora legati dall’empatia che ha unito le loro vite nella sofferenza e nelle avventure.

A me è piaciuto questo libro perché riesce a comunicare a noi ragazzi come stanno le cose in quei luoghi solo apparentemente lontani da noi.

 

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