Fuori rotta

Questa non è la prima volta che sento parlare di Berlin: in libreria, nella sezione dedicata al fantasy, ho sempre visto esposti i volumi della saga. La trama l’avevo anche riletta piĂą di un paio di volte (perchĂ© dimenticavo sempre di averlo giĂ  fatto), ma non mi aveva mai presa così tanto da farmelo acquistare: lo consideravo solo come un libro di “secondo livello”, uno di quelli che leggi nel lasso di tempo in cui aspetti che venga pubblicato qualcosa di interessante. Adesso però ho capito di averlo giudicato male e di essere andata “fuori rotta” su alcuni aspetti: è vero, non posso negare che il libro mi sia piaciuto e che non veda l’ora di leggere gli altri della saga, però non posso neanche affermare che si tratti di un’opera letteraria di alto livello. Insomma, trovo molto originale l’ambientazione, sia temporale che spaziale, ma alcune idee sembrano essere state copiate da altri libri. Okay, dire che le hanno copiate mi pare troppo cattivo e offensivo; diciamo che hanno preso qualche spunto, ecco. Ad esempio, quando ho letto di un virus misterioso che decima gran parte della  popolazione, ho pensato subito a Maze Runner; o le lotte tra fazioni, che ricordano un po’ Divergent e un po’ Hunger Games. Ci sono persone a cui magari ciò può dare fastidio, ma non a me, e ci tengo a complimentarmi con Geda e Magnone per la loro scrittura semplice e scorrevole, e per aver messo tutte queste idee in un unica storia.

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