GABRIELE CLIMA, Continua a camminare, UP FELTRINELLI ED, MILANO 2017

I protagonisti sono due ragazzi tredicenni, innocenti. Non comprendono i motivi della guerra che sta distruggendo la Siria. In loro non prevale, però, la disperazione, vogliono invece salvare il mondo, il loro paese. Più che scappare desiderano cercare la bellezza dell’anima, della vita, vogliono fare il mondo più bello. Fatma ha paura, sente  addosso il regalo del fratello, una cintura esplosiva che quasi non la fa respirare ma è per la gloria di Dio: “Quello che dici tu nel Corano non lo trovo… lo cerco Khalid ma non lo trovo”. Il libro trasmette la speranza, la voglia di andare avanti anche se si ha paura e l’importanza di avere una cultura, l’unica arma per combattere l’ignoranza. Belle, a questo proposito, le parole del fratello di Salim:”Se salvi i libri, salvi quello che è dentro di te, la tua storia, il tuo paese”. Lei va verso la morte come Kamikase spinta dalla sua famiglia e lui cammina verso una nuova vita. Il linguaggio è semplice, comprensibile, arriva subito al cuore e però, come dice uno dei due protagonisti, il lettore non si rende conto del tutto di ciò che accade. “Mi chiedo se lo sanno là in Europa, ma è difficile anche solo immaginarlo. Forse, neanche io, se non fossi qui ci riuscirei”. Per noi, è ormai una routine sentire dei viaggi della speranza, di persone che vogliono arrivare in un luogo dove non sono mai state per sopravvivere. Ne consiglio la lettura.

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