“I fiori del sogno si spengono sul suo NUDO PECCATO…”

Per essere un libro ambientato negli anni del punk, l’energia che esso trasmette è alquanto moderata. Leggendo la quarta di copertina, per me, era abbastanza chiaro che la storia trasmettesse crudezza, ribellione, e tenacia, mentre in realtà tratta semplicemente dell’ennesima storia d’amore finita male. Accostare elementi che riportano al movimento punk con la storia di un’insipida ragazzina di 17 anni non significa aver descritto “il calore e la violenza”, “l’amore e l’odio”, “i sogni e gli incubi”, ed “il paradiso e l’inferno”. Per quanto la figura di Lilibet trasmetta forza e determinazione, è sbagliato il contesto a cui è stata associata tanta potenza. Personalmente, credo che il libro sia stato diviso in due grandi blocchi non molto collegati l’uno con l’altro. Il primo descrive l’entrata di Lili nel mondo della musica ed il suo primo amore; e tutto ciò è molto nebuloso, insoddisfacente a momenti. Il secondo blocco è quello che racchiude la breve storia tra la protagonista e William Bonney, intervallata da brevi, ma gradevoli, digressioni sull’IRA. Pur mancando di collegamento ho trovato i blocchi interessanti, accattivanti e solleticanti, anche se non apprezzo il modo in cui la storia è stata sviluppata. Le emozioni che ho provato leggendo il libro sono contrastanti; questo mi fa sorgere il dubbio che magari l’autore abbia azzeccato a pieno lo scenario di una Londra degli anni ’70 colma di pensieri diversi e moti disparati.