I fuochi di Tegel. Berlin. Vol. 1

Berlino, aprile 1978. Sono passati tre anni da quando uno strano e sconosciuto virus ha cancellato l’intera popolazione adulta della città. È dunque rimasta solo la parte adolescente di Berlino. La vicenda si articola sulle avventure dei ragazzi che si sono divisi in quattro grandi gruppi.

Ho trovato il libro abbastanza scorrevole, un po’ noioso nella parte iniziale ma decisamente più intrigante nella vicenda centrale. È difficile e allo stesso tempo affascinante pensare una città così grande e così moderna quale la Berlino di oggi essere invece spettrale e fatiscente abitata solo da ragazzi sotto i sedici anni. In questo scenario i ragazzi assumono un atteggiamento molto più responsabile e adulto poiché sono da soli e non possono fare affidamento su nessuno.

L’ultima riflessione che si può fare su questo libro, più in particolare sulle fasi finali della storia, è sul tema della vita. Lo scontro fra i ragazzi di Tegel e quelli Gropiusstadt con le ragazze dell’Havel racchiude in se non solo la disputa per riprendersi Theo ma anche fra due diverse concezioni della vita: una, quella dei ragazzi di Tegel, in cui si crede in una vita breve ma intensa e l’altra, quella dei ragazzi di Gropiusstadt e delle ragazze dell’Havel, in cui si crede in una vita più responsabile.

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