I viaggi di morte nel Mediterraneo

Il tema di grande attualità da un lato racconta la tragedia di queste persone che lasciano la propria terra che non offre più alcun futuro, nella speranza di trovare in Europa una vita dignitosa per sé e per i propri cari e dall’altra parte le tante persone che si occupano di recuperare questi migranti in mezzo al mare e di accoglierli e di curarli.

I racconti del Dottor Bartolo lasciano senza respiro come quando descrive i cadaveri dei bambini che vengono allineati sul molo Favaloro di Lampedusa oppure quando racconta delle sevizie che le donne hanno dovuto subire prima e durante il viaggio.

Altrettanto forte è lo spirito di accoglienza che accomuna tutti gli abitanti dell’isola che si mobilitano per accogliere i profughi e soprattutto per salvare chi sta rischiando di morire in mare.

Sicuramente l’episodio più tragico e toccante è la tragedia del 3 ottobre 2013 dove morirono nel naufragio di una barca a poche miglia da Lampedusa oltre 300 persone di cui molti bambini; lascia senza parole il racconto dei soccorritori di un “mare pieno di morti” ma colpisce anche la disperazione di Domenico, comandante di un peschereccio, che giunto in porto si dispera con il dottor Bartolo per non essere riuscito a tirare fuori dal mare più persone di quante ne abbia prese a bordo! In mare si devono aiutare le persone che sono in pericolo: non si può fare altrimenti.

  • : 331