Il gioco di porte

Una guerra civile, morti , feriti, pianti, dolore, fame.

Uno scenario che generalmente ci viene presentato da lontano e che non ci riguarda.

Perchè le guerre sono dietro lo schermo o nelle pagine di giornale.

”Exit west” ci presenta la guerra civile dall’interno e non a livello generale ma tramite due personaggi, Nadia e Saeed, che sono persone comuni.

il libro entra nelle loro menti e ci fa vivere la tristezza di dover lasciare la propria casa, il dolore di veder morire le persone care e l’incertezza del proprio futuro.

Ma ci fa vedere anche la speranza di chi è determinato a vivere una vita dignitosa, una speranza che è come l’albero di limoni di Nadia, la quale lo continua a curare anche se sta morendo.

E la speranza è rappresentata da delle porte che conducono lontano, in una meta sconosciuta, ma Nadia e Saeed non si fanno intimidire e vanno avanti.

Una volta arrivati dall’altra parte del mondo sopravvivere è difficile per via di povertà e violenza e i due si chiedono se non fosse stato meglio rimanere dove erano.

”Exit west” parla di migrazioni passate presenti e future perché tutte quante sono accomunate dagli stessi sentimenti universali.

E il libro, pur essendo un distopico, parla della realtà perché è quella che traspare dalle pagine.

E noi lettori, ora che conosciamo la realtà dobbiamo decidere come agire di conseguenza.

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