Il libro che ho letto

Beatrice Vio è una ragazza classe 1997 che a causa della meningite, ha subito l’amputazione di tutti e quattro gli arti anche se i medici sono riusciti a salvarle ginocchia e gomiti. Allora aveva soltanto undici anni ed era già nata in lei la passione per la scherma. Ha iniziato a tirare di scherma quando aveva cinque anni: questa è solo una delle sue “tre S”. Le tre S starebbero per scherma, scuola e scout che sono le sue più grandi passioni.

Inizialmente, i medici pensavano che Bebe non avesse nulla di grave ma a sua madre non tornava il fatto che sua figlia si fosse riempita di “lividi”. Fortunatamente al pronto soccorso un medico ha capito la gravità della situazione. Beatrice non si ricorda molto di quei giorni, ma racconta di come durante le medicazioni dopo gli interventi, lei si disperasse al punto di pensare addirittura al suicidio. Il padre, però ,le ha fatto capire  quanto sia bella la vita e che bisogna lottare fino all’ultimo. Nonostante i vari dolori e le varie incertezze, Bebe è riuscita a fare tutto ciò che faceva prima, compresi la scherma e gli scout. Ha vinto anche molte medaglie alcune delle quali importanti. Con la sua determinazione ha fatto passi da giganti e ha capito che nulla è impossibile. Inoltre, in questo libro lei dice esplicitamente che la sua vita è perfetta così com’è e che non vorrebbe cambiare nulla.

La sua storia è davvero molto bella e sono sicura che potrebbe aiutare molte persone.

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