Il nido del ragno

Poche storie possono vantare una trama così intricata e straordinaria allo stesso tempo, ma questa supera ogni mia aspettativa. E’ vero, non posso certo dire che non si perda il filo del racconto qualche volta, ma è la storia a venirti incontro per darti una mano. E’ inevitabile, le vicende così sfrenate e labirintiche ti conquistano e ad un certo punto ti accorgi che non sei tu a leggere la storia, no, ma sei diventato te stesso il protagonista e vivi in prima persona i fatti. I vari episodi si intrecciano rigorosamente fino a formare una mastodontica ragnatela di emozioni dei vari personaggi, i loro rimorsi e le catastrofiche verità; tutti ingredienti che rendono il racconto così familiare e simile alla nostra vita quotidiana. Non mancano nemmeno i colpi di scena, uno in particolare attorno a cui sembra addirittura ruotare l’intera storia. Si tratta della divergenza temporale dei due nuclei centrali del racconto che crea questo effetto di “inquietudine” prima che venga rivelata la verità a metà storia. Si scopre infatti che il presente del ragazzo non coincide con quello invece della ragazza e che al “momento attuale” del protagonista la sua ipotetica corrispondente aveva già perso la vita a causa di un meteorite che assume anche esso un ruolo di primo piano.

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