insieme nel cammino verso la salvezza

insieme nel cammino verso la salvezza

Salim e Fatma sono i protagonisti di 2 storie completamente differenti tra loro, ma che sono entrambe lo specchio della medesima situazione: la guerra e le sofferenze che porta seco. Hanno difatti lo stesso entimema, che mi ha subito colpito data la sua natura nuda e cruda. Entrambi i racconti trattano le vicende di questi due bambini, che provengono da situazioni molto diverse tra loro: Salim è originario di una famiglia povera, ma ha come guida un fratello di un certo spessore, che crede fermamente in ciò che fa e lotta per una cosa che sente propria: la lotta per salvare i libri, e che devo dire mi ha impressionato molto soprattutto con i suoi discorsi profondi, primo tra tutti quello ove afferma che la guerra non fa crescere, ma che è solo il modo peggiore di conoscere il mondo; Fatma nasce invece in una famiglia che nonostante il peggiorare della situazione politica riesce ad accrescere il proprio potere usando come strumento terroristico la bambina. Così nascono e si sviluppano due storie ricche di incontri e riflessioni per i due protagonisti, che vengono accompagnati verso la loro totale maturazione. Il racconto che mi ha affascinato maggiormente è quello di Fatma, che come unica arma di difesa nel suo viaggio ha i suoi pensieri: che “fioriscono” nella parte finale, la più bella, a mio dire, del libro grazie alla presenza di una figura belluina, rappresentante come lei l’innocenza, che la tiene per mano nella sua crescita morale e non solo.

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