Kobane calling

Questa storia è ambientata al confine fra la Siria e la Turchia, in territori sottratti all’Isis dai ribelli.

Zerocalcare, autore ma anche protagonista della vicenda, si reca insieme ad alcuni dei suoi amici più stretti a Kobane, il capoluogo di uno dei territori sottratti all’Isis, e lì scopre una realtà completamente nuova: persone provenienti da tutto il mondo, turchi, curdi e anche islamici si sono uniti per fronteggiare la minaccia dell’Isis. 

Zerocalcare all’inizio era riluttante a entrare a far parte di questa resistenza, poi, col tempo, ha capito che era semplicemente la cosa più giusta da fare e che doveva perciò mettere da parte questa sua paura. Questa sua missione lo porta a conoscere tante valorose persone, ribelli che lottano contro l’Isis pur essendo considerati fuorilegge, come i curdi, che sono considerati tali dal governo turco, o persone che combattono l’Isis per vendicarsi di amici e parenti morti. Questi incontri trasformano Zerocalcare, rendendolo una persone più sensibile alle ingiustizie e più coraggiosa.

Lo stile adottato dall’autore è insolito, poichè caratterizzato da parolacce e parole che fanno parte del dialetto romano, e proprio per questo molto semplice da leggere perchè molto vicino al modo di modo di parlare quotidiano.

Questo libro mi è piaciuto molto perchè leggendolo capisci che la guerra in medio oriente non è una cosa che non ci riguarda solo perchè è lontana, invece dovrebbe interessarci perchè molte persone si stanno sacrificando per lasciarci vivere la nostra vita normalmente, arginando lo stato dell’Isis.