La vita in fondo è o non è un grande teatro?

Chloé, Bastien e Neville sono ancora bambini quando vivono per la prima volta la magia che si prova stando sul palco di un teatro. La loro scuola ha infatti organizzato uno spettacolo di recitazione, e loro vi partecipano portando in scena un classico di Shakespeare:”Romeo e Giulietta”. La scintilla della passione, illumina i loro cuori da quando il sipario viene sollevato e non li abbandonerà più. I tre, pur prendendo strade diverse, si rincontrano qualche anno dopo, legati dalla stessa passione e guidati dagli stessi sogni.

Chloé è una ragazza seria e molto studiosa, riservata e timida che troverà difficile far comprendere e accettare i suoi desideri per il futuro.

Molto diversa la situazione familiare di Bastien: i suoi genitori non hanno mai avuto  tempo da dedicargli, infatti è dovuto crescere abituandosi ad essere ignorato.

Neville, invece, non ha mai conosciuto suo padre, mentre sua madre (una giovane donna in precarie condizioni di salute) riesce a stento a guadagnarsi da vivere; quindi lui gira per le strade bevendo e rubacchiando qua e la.

Questa nuova passione darà ai tre ragazzi la spinta necessaria  per cambiare rotta.

Del tutto in linea con le questioni odierne, “3000 modi per dire ti amo”, mette di fronte ad un’amicizia tra tre ragazzi che, piano piano, si trasforma in qualcosa di più: un amore tra esseri umani che si trovano a comprendersi, accettarsi e amarsi.

 

La vita in fondo è o non è un teatro dove ogni giorno vanno in scena drammi, tragedie e amori?

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