Lacrime di Sale (Pietro Bartolo): qualcosa di accettato!

Lacrime di Sale (Pietro Bartolo): qualcosa di accettato!

Questo libro è singolare siccome propone tematiche discusse ma generalmente poco approfondite scrivendo in maniera diversa dalla solita composizione letteraria di un testo di questo genere: ricordi, esperienze, commenti, abitudini e consuetudini che oltre a narrare del fatto che identifica il libro, aggiungono qualcosa di migliore e originale.

Senza considerare le varie opinioni che si possono avere riguardo all’argomento più trattato dai nostri politici (poco dagli altri paesi europei) dobbiamo ammirare comunque la dedizione e la vicinanza che sente Bartolo per il suo lavoro.

Penso che il tema principale su cui dovremmo soffermarci arrivando a vedere oltre la velata apparenza che il libro pone davanti ai lettori è il “LAVORO”.

Intorno a questo concetto ruotano tanti delicati temi sociali ed è come l’economia e il governo, è l’ago della bilancia che determina l’emigrazione o l’immigrazione in uno stato; per questo è necessario affrontare politiche sull’immigrazione diverse da quelle che sono adottate ora da un Europa che Spinelli e Rossi non auspicavano di raggiungere. Non c’è unità politica!

Inoltre il sistema da tempo adottato permette ai trafficanti di esseri umani, di impoverire il Nord Africa e di portare illegalità in Europa (perlopiù Italia) perché spesso le donne arrivate da noi vengono fatte prostituire, i bambini vengono sfruttati illegalmente, gli uomini vanno a lavorare nei campi a 4€ l’ora; questo non lo dico io ma Salvatore Buzzi: “Con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga” ed è qui che la mafia si arricchisce, poi non ci sarebbe da lamentarsi se questa è più forte dello Stato.

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