L’AMICIZIA DI UN GRUPPO DI GIOVANI FIORENTINI

Questa è la storia di gruppo di ragazzi fiorentini, del popolare quartiere dell’Isolotto, che crescono per strada senza particolari controlli da parte dei genitori e vengono su appunto come porcini ma sull’asfalto, con le scorribande e marachelle giovanili. Un gruppo che sembra molto disomogeneo ma che invece si rivelerà molto unito. Una Firenze forse più unita di ora, la Firenze con le tradizioni e con il motto sempre attuale di “Juve merda”, la Firenze e la moda dei nostri genitori.

A seguito della scomparsa di un loro compagno e della morte di un personaggio da tutti conosciuto che frequentava il bar locale, i ragazzi si troveranno sempre più uniti ad indagare e crescere insieme, fra amori, studi e la gioia di ritrovarsi sempre insieme a parlare dei loro segreti di allora e delle loro nuove scoperte sul “caso” di Mario detto Felipe e di Andrè. L’epilogo è molto sorprendente e positivo. I ragazzi si ritrovano tutti, cresciuti ma sempre goliardici e con loro ci sarà anche Felipe che fu fatto credere morto dal padre con la complicita’ del povero Andrè e del proprietario del bar, per sfuggire ad una madre ormai impazzita e crudele che accusava il ragazzo di non aver aiutato la sorella gemella a guarire da una malattia (perché non risultato compatibile al trapianto).

Questo romanzo e’ molto piacevole, anche se non ho vissuto quell’epoca mi da una visione di com’era l’infanzia dei miei genitori senza videogiochi e telefonini.

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