L’importante non è quello che trovi alla fine di una corsa, l’importante è quello che provi mentre corri.

Il romanzo racconta l’amicizia tra il narratore e Q, un personaggio fuori da ogni schema: chitarrista, sognatore, compagno di sbronze. I due, impegnati nella ricerca di un posto nella vita attraverso un viaggio in Europa, sono uniti da una grande passione: l’amore per la musica, per il grunge in particolare. Genere nato negli anni 90, che per una generazione intera rappresentò molto più di accordi di chitarra e parole.

Attraverso i dialoghi tra i protagonisti e i testi cupi e malinconici delle canzoni di Eddie Vedder, cantante e compositore dei Pearl Jam, il romanzo affronta i conflitti, le angosce e i sogni di una generazione alla ricerca di un mondo più vero. Del proprio mondo!

Tenuti insieme dall’empatia che può scaturire dall’amare la medesima canzone, o dal sentirsi identificati nelle parole narrate dal testo e impegnati nel “viaggio on the road”; il viaggio che puoi fare solo da giovane, con la determinazione e l’incoscienza dell’età, dove libertà e whisky sono le priorità assolute. Viaggio che ricorderai, con emozione e malinconia, per tutta la vita.

Nonostante non conoscessi il grunge, questo romanzo mi è piaciuto moltissimo. La musica come elemento che unisce le persone in un mondo che le vede sempre più divise. La celebrazione dell’amicizia e della voglia di vivere in modo diverso, come raccontato dalle canzoni di Eddie Vedder. Una vita “anni luce” lontana dai canoni della normalità, che per tanti giovani ha rappresentato davvero qualcosa in cui valesse la pena credere.  

 

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