Luogo non è Origine

Luogo non è Origine

È senza ombra di dubbio un libro che colpisce. Il suo linguaggio definito ti ad una lettura semplice, ma allo stesso tempo elegante. Questo romanzo a mio avviso non va letto per la sua storia, va letto per l’altra faccia della medaglia che racconta. Un mistero/valore di fondo che aumenta per tutta la durata del libro: la montagna.

I personaggi principali di questo libro sono Pietro e Bruno. Il primo è un ragazzo di città che però ha origini montanare, l’altro invece è un semplice pastore, abitante del monte rosa da quando è nato. L’autore fa notare che le loro differenze si affermano sempre di più col tempo, nonostante siano grandi amici. Cos’è che li fa cambiare? È il luogo in cui vivono, è soprattutto la montagna. Per Bruno questa è tutta la sua vita (non riuscirebbe mai a privarstene), mentre per Pietro è un’altra cosa: è la nostalgia delle origini è la felicità di ogni estate di ritrovare la natura/i sentieri che ha sempre percorso è che spera farlo per sempre. Luogo unico tra i simili:

“…era come se attaccando lo stesso vecchio sentiero una volta all’anno, si addentrasse tra i ricordi e risalisse il corso della propria memoria.  […] …guardando quest’altra montagna pensai che tutte le montagne in qualche modo si assomigliano,eppure non c’era niente lì a ricordarmi di me o di qualcuno a cui ho voluto bene. Ed era questo a fare la differenza: il modo in cui un luogo custodiva la tua storia.”.

Così alimenta questo il mistero/valore. Come se la montagna avesse un potere-decisionale

  • : 412