Ma se il Time Deal venisse scoperto adesso?

Parto dal presupposto che i temi trattati sono più che mai attuali e assolutamente interessanti, il problema di questo libro è, a mio parere, che si inserisce in un genere ormai sovraffollato dove è difficile creare qualcosa di veramente nuovo. Generalizzando meno, la trama è interessante e si presta perfettamente ai vari punti della narrazione: caratterizzazione dei personaggi, descrizioni dei paesaggi e della società, sviluppo degli eventi… Però lo scenario è fin troppo scontato! Un gruppo di persone sopravvissute ad una catastrofe nucleare che rifonda una società sempre sull’orlo del baratro e che si trova a combattere una setta che tenta di detenere il potere assoluto. Ci sono già tantissime storie del genere. Ciò che contraddistingue il libro è il dilemma etico sull’immortalità dovuta alla ricerca farmaceutica, un tema che è vicinissimo alla nostra società e che merita di essere sviluppato in ogni sua conseguenza. L’autore svolge bene questo compito ma quello a cui voglio arrivare è che non c’era bisogno di farlo in una società diversa dalla nostra, sarebbe stato interessantissimo vedere il Time Deal proprio nel nostro mondo: come sarebbe cambiata la mentalità delle persone; la reazione delle varie religioni al farmaco; il diverso approccio di partiti politici che prendessero spunto da quelli reali e le scelte dei vari sistemi statali più o meno democratici; la rivoluzione economica che una tale scoperta può generare… Avrei amato molto di più tutto ciò rispetto al classico futuro post-apocalittico, un po’ troppo lontano da me e dai ragazzi che come me dovranno affrontare presto scelte etiche simili.

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