Mai tornata

A Melania Mazzucco viene chiesto di scrivere un libro sui profughi che arrivano o sono arrivati in Italia. Lei all’inizio non se la sente, si deve ancora riprendere dagli ultimi scritti, ma quando trova la forza per farlo, decide di scriverlo su una donna. Alla fine la trova, l’ha scelta fra mille possibili, come si apre una porta o si imbocca un sentiero. Lei è Brigitte.

La storia inizia in una fredda giornata di gennaio , siamo a Roma, alla stazione Termini, e Brigitte ,che non sa dove andare, cammina senza metà. Indossa abiti troppo leggeri, non ha niente con se, non sa dove si trova di preciso e non capisce la lingua. Senza speranza, senza fiducia e soprattutto senza futuro, Brigitte da un giorno all’altro si è ritrovata senza niente; ma nel suo paese, il Congo, era una donna importante, un’infermiera, orgogliosa e coraggiosa.

Quando è giunta quasi allo stremo un incontro fortuito la mette in salvo dalla strada e la incamminerà verso quell’iter burocratico che ogni profugo si ritrova a seguire.

Il libro ha il gran merito di aver portato all’attenzione dell’opinione pubblica due aspetti della migrazione pressoché taciuti: il primo è quello della migrazione specificatamente femminile, il secondo è legato alle procedure e al lavoro dei vari centri di accoglienza che si impegnano a seguire il migrante dopo la prima fase di approdo. 

è un mondo sommerso di solidarietà e di dedizione di centinaia di professionisti e volontari che hanno a cuore le sorti dei migranti.

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