Naked

Tra i quindici, questa è stata la mia prima scelta: anche se era già passato di moda prima che io nascessi, il punk è sempre stato uno dei miei generi preferiti. Personaggio preferito? Stan senza ombra di dubbio: per il suo irresistibile menefreghismo verso il resto del mondo, perché è un batterista e perché in effetti ho sempre provato una enorme simpatia per i personaggi assolutamente inutili alla vicenda, che fanno solo da contorno come l’insalata.      A mio parere, altri personaggi non si salvano. Curtis, poveraccio, nelle prime pagine un piccolo dio pieno di fama e di ragazze,  perde completamente ogni sua attrattiva con rapido e inesorabile declino all’arrivo dell’affascinante irlandese, William, che detto fra noi non è esattamente una cima. Anche se non mi dispiace caratterialmente, la sua scelta di unirsi all’IRA è irrimediabilmente stupida, anche se spinta dall’affetto verso il padre morto. Deliziosamente scontato il finale, anche perché probabilmente non esisteva un altro modo per far finire in modo decente la vicenda.

Ci tengo a precisare che in seconda  media avrei ADORATO questo libro, davvero. Adesso, ho trovato la storia un po’ banale e il libro abbastanza infantile, ma nel leggerlo non ho potuto non pensare a quanto sarebbe piaciuta questa storia alla ragazzina che ero qualche anno fa, con in camera la batteria più nuova e la libreria meno piena.