Non sono riuscito a coglierne l’anima.

“The hate u give” è un libro che ho trovato confusionario. Non sono riuscito a finirlo: lo metto subito in chiaro, però la mia percezione del non averlo portato a termine non sarà ciò che darà vita alle mie critiche, piuttosto il contrario.. anzi: decisamente il contrario. L’autrice ha voluto scrivere riguardo il contrasto tra i due mondi che lei sente come realtà “ingiuste”, o “distorte”; il problema giunge nel momento in cui ti rendi conto che tutto ciò che stai leggendo non andrà a parare da nessuna parte; il metodo di esposizione a mio parere è sub-ottimale: un libro che vuole far riflettere il mondo, ma che allo stesso tempo ti riempie di dettagli per lo più insignificanti. Secondo me per toccare la coscienza delle persone, persone che non avvertono ciò che avverti tu, (perché sennò bastava scrivere “che strana questa realtà eh?”), non devi vomitargli dettagli addosso, ma piuttosto cercare di far ancorare e creare un legame tra il lettore e ciò di cui scrivi; con un sovraccarico di fattori insulsi, inutili, non farai altro che rendere la nave su cui vuoi far viaggiare lo “spettatore” sempre più instabile. Ammetto di non sapere se questo libro è più una biografia o un racconto inventato, se il caso fosse il secondo: tanto di cappello, ci vuole molta fantasia per mettere in piedi una realtà così articolata; ma qui non mi sento spettatore di un talent show, tutto ciò che desidero è viaggiare. Ed un frullato indiscriminato di essenze diverse non è adatto.

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