.”Ogni cosa, oggi sta a Kobane”

.”Ogni cosa, oggi sta a Kobane”

Dire pazzesco, √® dir poco! Zerocalcare √® davvero un personaggio ironico ma allo stesso tempo riflessivo, √®¬† incredibile come sia riuscito ad affrontare il tema della guerra in Siria e del Rojava. Ha usato quella sottile delicatezza mista a quel suo¬†classico umorismo romano. Ho adorato i cos√¨ detti “pipponi”¬†con i quali l’autore riesce finalmente a fare un quadro generale di quella parte del medio oriente cos√¨ caotica e incomprensibile per noi europei. Li ho trovati necessari ed istruttivi per la compressione del fumetto e di tutta la traversata che ha svolto l’autore. E’ davvero difficile trovare parole giuste per questo libro. Porta il lettore su un filo, all’inizio stabile, molto divertente e sarcastico, poi qualcosa lo spezza, la realt√†, ed il lettore si trova ad affrontare tematiche pi√Ļ grosse rispetto alle prime aspettative. Questo contrasto tra la sua profondit√† e vero sentimentalismo e la sua ironia inaspettata davanti a temi di questa portata, inducono¬†a volerti specchiare in questa storia, risvegliano un forte interesse che ha bisogno di essere nutrito. Questo perch√© finita l’ultima pagina, hai bisogno di conoscere la storia di questo popolo, della loro identit√†, di Kobane. Resti cos√¨ tanto legato a questa storia che non la smetti di voler comprendere. Ammiro l’artista, che spinto dalla conoscenza si √® buttato in un’avventura di tale grandezza ed √® riuscito a diffonderla con una scrittura cos√¨ speciale e genuina. Il suo linguaggio resta comunque alla portata di qualsiasi lettore. Grazie Zerocalcare, per averci fatto conoscere questa importantissima storia.

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