Ondate di emozioni

Leggere questo libro è come lottare con le onde quando in spiaggia il mare è mosso. I racconti di Bartolo sulla tragedia degli sbarchi sono ondate di tristezza, rabbia, voglia di fare qualcosa per migliorare le cose, bruciano come schiaffi e in alcune pagine tolgono veramente il fiato. Fra un’onda e l’altra rivedi la luce e scintille di speranza e di futuro leggendo degli sforzi immensi per salvare vite, delle storie di accoglienza, di aiuto reciproco, di amicizia e bontà fra le persone coinvolte. Ma ecco un’ altra ondata, un nuovo capitolo e nuova rabbia per le torture degli scafisti, nuova tristezza e disperazione per trecentosessantotto feretri allineati nell’hangar dell’aeroporto e nuova voglia di cambiare le cose. Tutto scandito dai momenti più importanti della vita dell’autore, altrettanto emozionante piena di colpi di scena e segnata dall’amore per la sua famiglia, per l’isola di Lampedusa, e per la missione che porta avanti ogni giorno. Finendo il libro rimane un velo di tristezza, forse perché il libro si conclude con il naufragio del 3 ottobre 2016 e con la morte del padre di Bartolo ma sicuramente anche perché si è consci che quello che si è letto sta accadendo tutt’ora e andrà avanti se non si agirà in maniera decisa e incisiva per fermarlo.