Porcini sull’asfalto

 

Porcini sull’asfalto è stato il libro, fra i tre letti, che più mi è piaciuto e mi ha emozionato. A mio parere il libro è molto avvincente ed intrigante, e si avvicina come stile al giallo, con l’unica differenza che ad investigare sulle vicende, oltre ai detective, ci sono dei ragazzi che hanno vissuto in prima persona i fatti accaduti. Infatti sia la scomparsa di Felipe che la morte di Andre’ sono accadimenti che hanno profondamente colpito i ragazzi in quanto fossero entrambi loro amici, e che li hanno accompagnati durante la loro crescita da bambini fino all’età adulta. Penso che l’autore sia riuscito a scrivere un libro noir molto interessante ed inaspettato che riesce sempre a stupire il lettore con nuovi colpi di scena. Il libro presenta spesso delle “tendenze” anni 90’, come il modo di vestirsi e il linguaggio, elementi che permettono al lettore di entrare meglio nella lettura e di conoscere le abitudini di quegli anni rendendo il tutto più scorrevole. Il libro tratta inoltre degli argomenti molto importanti come: l’amore, l’amicizia, il dolore, lo spirito di gruppo, l’adolescenza; argomenti che sono presenti per tutta la durata della storia e che si mostrano per esempio nella determinazione dei ragazzi di arrivare insieme alla soluzione dei due casi che avevano turbato la loro infanzia, giungendo uniti ad un finale sconvolgente che mi ha lasciato un po’ di stucco. Inoltre vivendo a Firenze e conoscendo i luoghi citati nel libro, mi sono sentito molto più coinvolto nelle vicende ed immerso nella lettura.

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