Quando una cosa felice cade

Leggendo il libro di Galiano,”Eppure cadiamo felici”, mi è capitato di provare le stesse emozioni e di condividere molti dei pensieri della protagonista, Gioia Spada. In un mondo in cui contano solamente le mode, l’appartenere a un gruppo, Gioia si distingue per molti aspetti. Uno è la passione di collezionare parole straniere intraducibili: sapere che ci sono parole che in altre lingue non esistono l’ha sempre trovata una cosa affascinante. “Wenn ein Glückliches fallt” é l’ultimo verso della poesia di Rainer Maria Rilke e dovrebbe essere tradotto con “Quando la felicità è una cosa che cade”. Sono parole che Gioia scrive sul braccio ogni giorno per ricordarsi sempre che la bellezza del mondo sta nelle cose che nessuno vuole, nascosta lì nelle cose inutili. Quando incontra Lo per la prima volta sente che c’è qualcuno disposto a comprenderla e non si sente più sola. Inizia a provare una strana emozione che cerca di descrivere con un termine cinese: shu, che spiega che è impossibile pensare a un “io” senza un “tu”, per cui bisogna tenere sempre presenti i sentimenti dell’altro senza mai calpestarli. Eppure a volte ci si rende conto che la felicità dura solo per pochi attimi: Lo infatti sparisce e starà a Gioia ritrovarlo grazie agli indizi che lui le ha lasciato. Consiglio questo libro a chi è in cerca di nuove emozioni e si vuole lasciar trasportare da una storia intrigante che insegna a tutti l’importanza di non abbattersi mai di fronte alle difficoltà, anche quando i sentimenti fanno quasi paura.

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