Recensione de:”l’ultimo viaggio. Il dottor Korczak e i suoi bambini” di Irène Cohene-Janca

Il libro, scritto da Irène Cohene-Janca, è molto triste e profondo. Il romanzo, racconta come altri titoli il duro tema del periodo storico in cui Hitler era a capo del partito nazional-socialista tedesco, dagli occhi però dei bambini, tecnica usata anche in altre commedie, tra cui anche “la vita è bella” di Roberto Benigni e del “bambino col pigiama a righe”. Il racconto, narra di questi bambini che, essendo ebrei, vengono espulsi dalla loro casa dai tedeschi per raggiungere un orfanotrofio nel ghetto di Varsavia in compagnia del loro dottore, Korczac, chiamato da loro Pan doctor, per poi successivamente esser chiamati per salire sul treno per un campo di concentramento, l’ultima tappa della loro vita. Nel libro, viene ripreso un concetto molto bello a parer mio, ovvero come già detto da me in precedenza quello di narrare leggendo negli occhi ingenui dei bambini. Inoltre, viene ripreso un altro concetto, ovvero quello di tener al sicuro i bambini dalla veritá nuda e cruda in questo caso dall’olocausto, ruolo di solito svolto dai genitori ma che in questo brano viene svolto dal Pan Doctor, tale infatti è l’amore del dottore nei confronti dei suoi quasi figli da non abbandonarli nemmeno al momento della loro imminente morte, sacrificandosi con loro