Recensione di Berlin: I fuochi di Tegel

“Berlin: I fuochi di Tegel” è un romanzo distopico fantascientifico ambientato in una Berlino in cui un virus ha ucciso tutti gli adulti.

I ragazzi, organizzatisi in comunità (ognuna con la propria “cultura” e con le proprie tradizioni), vIvono alla giornata nella carcassa della città consapevoli del fatto che, allo scoccare dei sedici anni, il virus li ucciderà (salvo eccezioni).

I fuochi di Tegel è il primo capitolo di una saga che, secondo me, è piuttosto promettente solo se racconterà storie autocoscienza e slegate fra loro e che convergono in un’ unica trama. Perché questo? Perché il vero punto di forza Del romanzo è l’ambientazione! Non la trama, che onestamente considero fin troppo semplice, ne i personaggi, ben caratterizzati, ma per i quali ho provato ben poca empatia: l’ambientazione è l’unica cosa che mi ha fatto scegliere questo romanzo.

Riguardo al romanzo stesso devo dire che la scorrevolezza e la trama semplice ma tutto sommato carina lo rendono un buon incipit per quella che spero sarà la saga italiana per giovani adulti migliore degli ultimi anni.

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