Recensione su “Mi hanno regalato un sogno

Il libro “Mi hanno regalato un sogno” è stato scritto da Serena Piazza sotto la dettatura di Beatrice Vio (soprannominata Bebe), ragazza nata a Mogliano nel 97, e pubblicato dalla casa editrice Rizzoli.

Il libro è un’autobiografia di Bebe che, all’età di 11 anni, viene colpita da una meningite fulminante con conseguente amputazione di braccia e gambe. L’autrice lo divide in due tempi; prima e durante la malattia, e dopo di essa.

Bebe, nonostante le protesi che è costretta a tenere, è una ragazza coraggiosa e positiva che non rinuncia mai ai suoi ideali. Tanto è vero che continua a praticare le tre S (scout, scuola, scherma) nonostante i lavori e le difficoltà del caso. In particolar modo, Bebe rincorre il sogno di una vita “Praticare scherma a livello agonistico ed entrare a far parte della nazionale paralimpica”. Lei lotterà fino in fondo facendo capire ai ragazzi che per raggiungere un sogno non bisogna arrendersi difronte alle difficoltà.

Dalla lettura del libro si capisce anche che, sin bambina, è stata generosa e altruista, caratteri che l’hanno portata a fondare con i propri genitori e alcuni loro amici “L’Art4sport”, un’associazione per promuovere e diffondere lo sport tra i disabili di ogni genere. 

Un’altra cosa facile da comprendere è l’infinita gratitudine che prova. Infatti non perde un’attimo per ringraziare chiunque l’abbia particolarmente aiutata.

A me questo libro è piaciuto per la grande forza di volontà che Bebe ha mostrato rivivendo il dolore e la tristezza, comprendendo che senza i segni della malattia non sarebbe nemmeno più in grado di riconoscersi.

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