Recensione sul libro “Le otto montagne”

Il libro “Le otto montagne” è stato scritto da Paolo Cognetti,scrittore milanese nato nel Gennaio del 78, ed è stato pubblicato dalla casa editrice Einaudi.

Il libro parla di due ragazzi, successivamente uomini, che si incontrano per la prima volta a Grana, posto in cui il ragazzo di città Pietro (Berio) trascorre le vacanze. Questo è l’unico punto d’incontro tra i due, perché con il passare del tempo Bruno si rifiuta di allontanarsi dal luogo di nascita. La loro amicizia inizialmente è scettica ma viene rafforzata dal padre di Pietro, che li porta a fare una scalata su un ghiacciaio. I momenti in cui si parla di scalinate sono molto frequenti all’interno della storia, e in essi l’autore mette in risalto le sue conoscenze sul lessico della montagna, conducendo il lettore verso una grande conoscenza lessicale. 

Secondo me l’autore scrive questo libro anche a scopo didattico ed educativo. Infatti nel momento in cui i due ragazzi incominciano a seguire due percorsi differenti, Paolo va a parlare dell’destino di entrambi. Bruno resta sempre a Grana cercando di aprire un’attività con Lara, una ragazza conosciuta grazie a Pietro e con la quale fa una figlia di nome Anna. Pietro, andando in Nepal, comincia ad esplorare e vivere la propria vita. D’altronde è con una leggenda appartenente al Nepal che l’autore s’ispira al titolo “Le otto montagne”. Con queste scelte di vita Paolo cerca di far ragionare i ragazzi a non rinchiudersi ma ad espandersi

 Questo libro mi piace per l’adeguato utilizzo del flashforward e del flashback.