recensione the end of the fucking world

recensione the end of the fucking world

Il racconto narra della vita, molto sintetizzata, con disegni e dialoghi, di due ragazzi diversi dal normale. La storia ha inizio quando il ragazzo aveva 9 anni e mise la mano nel trita rifiuti, in seguito prima di arrivare all’età adulta passò tante disavventure fino a conoscere Alyssa. Con lei si dirige sempre di più sulla cattiva strada: uccide il padre, scappa in un’altra città e alla fine si va a nascondere con lei da suo padre. Le giornate passavano tranquille e James si trovava sempre meglio con suo suocero fino a scoprire che egli collaborava con la polizia. Dopo aver messo al corrente Alyssa decisero di ucciderlo, nonostante ciò la polizia era già informata e arrivò da loro poco dopo. James finse il rapimento di Alyssa così da salvarla e poi provò a scappare ma venne fermato da un proiettile che lo immobilizzo per terra e in seguito venne ucciso da una vendicativa poliziotta. Il libro è scritto a dialoghi, utilizzando un linguaggio quotidiano e attuale, facilmente comprensibile. 

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