Recensione

 Con un linguaggio semplice e diretto il romanzo raggiunge lo scopo essenziale, farci calare nei panni dei due ragazzini, farci capire veramente cosa vuole dire abbandonare tutto ciò che è nostro, anche se povero e umile, che ha fatto parte della nostra vita per affrontare un’ipotetica salvezza che per Salim è la rotta Turchia-Europa, per Fatma l’inconsapevole sacrificio si sé. Forse non capiamo veramente, quando guardiamo alla televisione le navi piene di emigranti, il dolore e lo strazio di lasciare la propria “casa”. Fatma ce lo ricorda spesso con il richiamo alle rondini che hanno fatto il nido e che l’anno prossimo ritorneranno nel suo giardino, ma lei non potrà vederle. Come non potrà rivedere il melograno del nonno ed assaggiare le sua marmellata di fiori. Fatma ama la sua Damasco piena di colori ed odia Raqqa dove è costretta ad andare con tutta la famiglia. Raqqa è nera, feroce, piena di carri armati e di fucili. Cerca la bellezza anche lì, ma non ci riesce ed ha la prima vera ribellione alla volontà maschile del padre e del fratello. L’orrore per l’atto finale che e costretta a compiere, per fortuna non avverrà,  si tramuta in noi non in odio o paura ma in compassione e pena profonda per quella bambina. Salim deve abbandonare Aleppo ma soprattutto deve abbandonare il progetto, insieme al fratello maggiore, di costruire una biblioteca quando la guerra sarà finita. L’amore per i libri (“salvi la tua anima, se salvi i libri”, gli diceva il fratello) e per Salim l’affermazione delle prorpie radici, della vita, dell’immigrazione contro la morte. Allora in una serata piena di stanchezza, di sconforto e di paura, il deserto può diventare un campo di gioco è la palla di cartone che rimbalza in tutte le direzioni diventa metafora della direzione che Salim puo ancora dare alla sua vira. I due ragazzi si ritroveranno in un campo profughi da cui dovranno rimettersi in viaggio, continuare a camminare verso la speranza, l’Europa, ma non prima di aver aperto il libro rosso di poesie che era appartenuto al fratello di Salim e aver letto una poesia:” la primavera è giunta anche qui…”.

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