Rifugiati: le porte del nuovo destino

Come può un amore appena sbocciato fronteggiare le insidie della guerra? Esiste davvero una seconda possibilità per i rifugiati, l’opportunità di ricostruirsi una nuova vita? Ma soprattutto dove conducono quelle misteriose porte che hanno la fama di allontanare il male?  È a questo che Mohsim Hamid con il suo libro “Exit West” cerca di rispondere, tracciando con sconvolgente trasparenza un ritratto dell’attuale scenario siriano, in cui tra un bombardamento e l’altro i due giovani Nadia e Saeed riescono a farsi travolgere da un amore sincero ma allo stesso tempo troppo difficile da coltivare in un contesto del genere. L’autore decide allora di conferire al libro un unico elemento fantascientifico: la presenza di porte speciali che riescono a teletrasportare i protagonisti in un paese nuovo, in cui tanti migranti si troveranno a vivere sotto lo stesso tetto. La smisurata abilità di scrittura dell’autore emerge con forza soprattutto nella descrizione dell’atmosfera: un bilanciamento perfetto tra leggerezza ed intensità, distacco e coinvolgimento; una lettura resa scorrevole ed efficace soprattutto grazie alla sapiente capacità di dosare in maniera prettamente impeccabile l’elemento del “pathos”, preponderante in alcuni passi e totalmente assente in altri. Un libro che va assolutamente letto in quanto riesce a fare della novità il suo fiore all’occhiello, coniuga brillantemente il binomio immaginazione/realtà e punta i riflettori su aspetti che permettono al lettore di sentirsi coinvolto in prima persona, portandolo a ragionare su quanto la guerra possa logorare gli uomini e la loro voglia di mettersi in gioco. 

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