Senza parole

Sono rimasta letteralmente senza parole. È un libro ben riuscito e uno dei più profondi fra tutti. Il racconto è composto in due storie raccontate da due tredicenni che affrontano la guerra nella loro città. Salìm cerca di combatterla con i libri ad Aleppo come suo fratello Abèd, invece Fatma è condizionata dall’estremismo del padre e del fratello Khalid. Riescono a trovare la retta via grazie alla fede. Mi è piaciuta molto l’idea di intrecciare le due narrazioni perché così si capisce lo sviluppo dei personaggi. Il titolo racchiude l’essenza del libro e sembra quasi un inno alla vita; infatti bisogna sempre e comunque andare avanti. La lettura è scorrevole, intrigante e piena di colpi di scena e il finale è inaspettato.

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