Sopravvalutato

Time dial è un romanzo molto particolare, Leonardo Patrignani ha racchiuso in un libro una storia d’amore, un mistero, un mondo distopico e la paura di ciò che non conosciamo.

L’ambientazione è ciò che rende questo libro diverso, qualunque ragazzo di oggi potrebbe ritrovarsi in un adulto di Aurora, in fondo una guerra chimica è un futuro plausibile. L’altra parte fondamentale della storia è la paura di invecchiare e soprattutto di morire. Tutti, indifferentemente dalla religione o dalla scuola di pensiero su cosa ci sia dopo, abbiamo almeno un po’ di paura della morte e il fatto che quasi tutti se fosse possibile eviterebbero di invecchiare è quasi certo. Trovo questi due aspetti sviluppati molto bene, la storia d’amore invece penso sia piuttosto banale e già più volte sentita, basta pensare alla trama della maggiorparte dei film Disney di principesse e invertire i ruoli. 

Lo sviluppo della rivolta contro TDpharma è la parte che ho preferito, è molto coinvolgente e adrenalinica, viene però rovinata dal finale.

La fine del romanzo mi ha deluso tantissimo, capisco come l’autore voglia farsì che i buoni “vincano” ma non è credibile il fatto che Stan non muoia mentre molti altri affiliati colpiti minormente invece non sopravvivino. 

Nel complesso il libro è coinvolgente anche se un po’ troppo “buonista” e lo trovo molto sopravvalutato.

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