Tra le vette del mondo, storia di una grande amicizia.

Tra le vette del mondo, storia di una grande amicizia.

Devo ammettere che inizialmente, leggendo la trama, non avevo molte aspettative verso questo libro. Arrivata all’ultima pagina, sono stata presa da una voglia incontrollabile di preparare lo zaino ed andare a Grana, per esplorare le montagne e per arrivare in vetta e lasciar scritta un’annotazione nel diario contenuto nelle cassette metalliche vicino le croci. Sono affascinata dalle bellissime descrizioni delle montagne, sento ancora il profumo dell’alpeggio di Bruno e dei suoi formaggi fatti artigianalmente da lui. Ho trovato curioso il viaggio del protagonista tra le montagne del Nepal e i paragoni che riporta con la sua adorata casa nelle vette italiane. La solitudine che vive il protagonista dalla separazione da Bruno e il suo riavvicinamento è davvero descritta in modo particolare. Mi è sembrato un romanzo sull’amicizia davvero profondo e inusuale; a partire dalla descrizione della distanza e di come viene percepita dal protagonista mentre vive nella lontana Milano nel periodo infantile e nella grigia Torino nella sua età adulta. Sono stata colpita dal rincontro con Bruno dopo anni di separazione, dopo la morte del padre. Il tempo che passano a costruire la casa sul lago sembra farli tornare indietro negli anni a quando correvano nei prati e all’esplorazione di nuove case ormai abbandonate, quando erano soltanto due bambini. Mi è davvero piaciuto il finale, anche se sono rimasta sconvolta per la scomparsa di Bruno, è molto toccante come chiude il romanzo, con le ultime frasi ricollegate alla perdita che ha vissuto anche suo padre con un suo caro amico.

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