Tutto ciò che credevamo da bambini, tutto quello che brillava nei nostri occhi quando eravamo sperduti e il vento soffiava nella notte

Un racconto a metà strada tra il romanzo di formazione e il noir, apprezzabile e convincente in entrambe le vesti. Protagonisti sono un gruppo di bambini segnati nella loro vita da alcuni eventi drammatici, come la sparizione di un coetaneo o la morte violenta di un conoscente. Porcini sull’asfalto? Come i funghi nascono nello stesso bosco e, uguali o diversi, rimangono tra loro legati, i protagonisti di questo splendido libro sono figli dello stesso ambiente: un quartiere di periferia fiorentino che, nella sua quotidianità, segue i passi, la crescita dei ragazzi e il loro cammino.  Essi si trovano ovviamente a doversi confrontare e scontrare con il mondo degli adulti rappresentato da Alfio, il barista del quartiere, ex partigiano, o da una coppia di genitori segnati dalla scomparsa del figlio e destinati a perdersi. Il racconto noir, gradevole e con un lieto fine, diventa il pretesto per raccontare il percorso di questi giovani alla ricerca della propria vita, passando per le corse in bicicletta, i calci a un pallone per strada, i primi giochi al computer, le risate, i sogni, il tifo per la squadra del cuore (ovviamente la Fiorentina!).

Un racconto sull’amicizia, sulle scoperte, sulla vita. Divertente e malinconico sullo sfondo di una Firenze vera, presentata in modo diverso da come appare nelle cartoline. Mi è piaciuto veramente molto, mi ha fatto sorridere, divertire e soprattutto mi ha emozionato.

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