Un cammino senza speranza

 Il romanzo, ambientato in Syria, vede come protagonisti due ragazzini di soli 13 anni, Salìm e Fatma, che raccontano attraverso i loro pensieri e le loro storie la guerra in Syria. I due ragazzi camminano contemporaneamente nel deserto, ma seguendo strade diverse: Fatma, innocente, cerca di trovare la bellezza in una città ormai distrutta dalla guerra e mostra tanto affetto nei confronti del fratello, divenuto ormai un sostenitore del califfato al punto di persuadere la stessa sorellina e convincerla a sacrificarsi, facendosi esplodere. Ed è proprio a questo che Fatma, pur inconsciamente, va incontro nel deserto. Salìm invece cammina nel deserto accompagnato dal padre con la speranza di raggiungere la linea di orizzonte, che sembra sempre più lontana, in cerca di una nuova vita. Ma tutti i pensieri del ragazzo sono dedicati al fratello, Abèd, che ha affrontato la guerra per realizzare il suo sogno: fondare una libreria con i libri salvati dalla guerra, perché sarebbero stati i libri, sostiene, a fermare la guerra, e non i Kalashnikov. Il libro quindi affronta uno dei temi che fa più scalpore nel Mondo moderno e simboleggia la continua lotta tra la bruttezza e la bellezza, tra l’innocenza e la malizia, tra Bene e Male. Abile è Clima a costruire una trama così vicina a noi per parlarci di un tema così grande, tanto discusso ma spesso affrontato con parole troppo difficili. Qui, invece, in poche pagine, l’autore ci racconta tutto ciò che rende la realtà disumana e insieme umana.

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