Un fantastico attualissimo

Nel complesso il romanzo mi è piaciuto molto: sebbene corto e mai prolisso, è ricco di elementi. Inoltre, è una combinazione tra qualcosa di attuale, per le tematiche trattate, e qualcosa di irreale, per via dell’elemento fantastico delle porte, e non avevo mai letto niente di simile.

Ci sono molte cose che ho condiviso o apprezzato nel romanzo: il concetto che siamo tutti migranti, nello spazio ma soprattutto nel tempo; il fatto che nonostante le tematiche trattate questo libro NON sia una riflessione politica, ma parli della condizione del migrante da un punto di vista prettamente narrativo; il mondo senza frontiere che ci si prospetta davanti nella seconda parte del libro; l’ottimismo di Hamid, che immagina per i nostri protagonisti un futuro migliore, anche se non perfetto. Una cosa che ho notato subito e che mi è piaciuta moltissimo è la sorta di “inversione dei ruoli” che troviamo: caratteristiche solitamente tipiche dei personaggi maschili in questo caso sono proprie della protagonista femminile e viceversa, ed è interessante vedere come la situazione si ribalta. Hamid decide di non dire il nome del Paese di provenienza di Nadia e Saeed, probabilmente con l’intento di farci capire che la provenienza dei protagonisti è indifferente poiché questa storia ha un significato universale: Hamid vuole condannare la guerra, la censura e la violenza indipendentemente da quale sia il Paese che le eserciti. consiglierei questo libro a chi ha voglia di mettere veramente il cervello su una lettura breve ma piena di spunti di riflessione.

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