un libro e mille emozioni…

un libro e mille emozioni…

Eppure cadiamo felici, un romanzo di una dolcezza infinita, con una protagonista che non può non arrivarti attraverso i suoi gesti naturali, spontanei e rari, ma che tutti definiscono come “strana”. Quella stranezza che oggi è paragonabile a non seguire la moda e le abitudini della massa. Gioia ha 17 anni, supera i giorni della sua vita rinchiusa nel suo mondo facendosi forza davanti alle brutture in serbo per lei. Una di quelle è la famiglia non equilibrata: vive con la nonna e la mamma che è un’alcolizzata. Ad un certo punto nella sua vita si presentano due persone: una è Lo, un ragazzo ancor più strano di lei, l’altro è il professor Bova. Loro sono le uniche due persone che non la giudicano per la sua stranezza, ma che l’apprezzano per la sua unicità e rarità. Il messaggio che mi è arrivato dall’autore è che la caduta è sempre stata e sarà sempre qualcosa di negativo, di umiliante e di sbagliato, ma l’autore riesce a tratteggiarne la bellezza. Una bellezza che ci permette di essere ugualmente felici con intorno le persone che veramente ti apprezzano per ciò che sei. 

“Per arrivare all’arcobaleno, prima, devi sopportare la pioggia”

  • : 4279