Un tuffo nel passato.

Un tuffo nel passato.

Una barca, il mare infinito e la speranza di una vita migliore… Migliaia di persone partono dal proprio paese natale a causa della guerra e della fame, senza però sapere il destino che li attende. Coraggio e voglia di vivere sono le caratteristiche che accomunano ognuno di loro, ma a volte il mare che Pietro Bartolo ama tanto decide di essere crudele e di togliere la vita ad anime innocenti. “Lacrime di sale” racconta in maniera commovente le storie dei migranti, che spesso hanno un lieto fine, ma altrettanto spesso ne hanno uno disastroso. Pietro Bartolo è una persona da invidiare in tutti i sensi. L’idea di scrivere un libro che tratti un argomento così forte è veramente magnifica perché rimane nel tempo e dà la possibilità di creare scenari emozionanti soltanto attraverso l’uso delle parole. Non nascondo che esso ha suscitato in me molta curiosità, tanto che appena lessi della realizzazione del film “fuocoammare” andai a cercarne il trailer per avere qualche informazione in più. Ritengo questo libro un tuffo nel passato da cui ogni tanto si emerge, non sempre volontariamente perché si preferirebbe continuare a vivere indisturbati, senza avere in mente scene di vite che vengono strappate via a causa della mentalità di alcuni soggetti (che non meritano di essere nominati persone) che appartengono alla nostra “nuova era”. Sono soddisfatta di aver letto questo libro perché mi ha aiutato a capire che il lavoro di molte persone che contribuiscono a salvare vite è davvero bellissimo e, nonostante le numerose sconfitte, dona anche molta soddisfazione!

In allegato una foto che dimostra il fatto che nonostante il colore della pelle siamo tutti uguali e tutti meritiamo di vivere!