Un viaggio a suon di grunge

Un viaggio a suon di grunge

È la storia di due amici, compagni di sbronze, chitarristi, suonatori di blues alle “feste” più improbabili che si possano immaginare, viaggiatori; gente che, forse, a vederla da fuori senza conoscere la loro storia, ci si chiederebbe cosa stia facendo della propria vita, o magari ci si proverebbe a immaginare come sarebbe essere al loro posto.
È un vero e proprio viaggio, con lo scrittore che accompagna il lettore passo passo descrivendo attentamente le ambientazioni e le sensazioni, assicurandosi che non si perda neanche il minimo dettaglio.

La musica non mi ha salvato dagli oscuri propositi. Non l’arte né la letteratura. I dischi e i libri non fanno né bene né male. Fanno consapevolezza, generano dubbi, benessere o malesseri temporanei. Incidono il tanto che durano, ma non cambiano la testa alle persone come fanno la filosofia, la politica e la religione. I dischi e i libri sono specchi, più o meno deformati, in cui cerchi te stesso, le parole e i suoni che sei.

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