Un virus letale

“Berlin” mi è piaciuto e mi ha coinvolto molto. Mente lo leggevo era come se anche io mi trovassi a Berlino con tutti gli altri ragazzi che il virus non si era ancora portato via.

Per questo motivo l’ho letto tutto d’un fiato.

È un libro molto appassionante soprattutto per gli amanti del genere “avventura” come me.

Ho trovato questo libro appassionante non solo per la trama della storia ma anche per le caratteristiche e le qualità dei singoli personaggi.

In particolare mi è piaciuto il personaggio di Sven, uno dei protagonisti, che essendo il più grande e maturo ha trasmesso valori di solidarietà e aiuto reciproco agli altri ragazzi del gruppo, in modo che rimanessero nei loro cuori e nelle loro menti per sempre.

In contrapposizione a questo, come in ogni buona storia, ci sono gli antagonisti, altri ragazzi che manifestano valori opposti: non hanno rispetto per le regole, per la città fantasma che è ormai diventata Berlino e per la vita stessa. Pensano che in un mondo dominato da un virus che uccide tutte le persone dai 18 anni in su, un mondo quindi governato solo da ragazzi, le regole e il rispetto non servano più a niente.

In realtà è importante mantenere vive tutte le qualità che hanno gli esseri umani, soprattutto in situazioni del genere, come hanno fatto i ragazzi di Gropiusstandt dello zoo e dell’Havel.